Accordo sull’Odontoiatria Sociale
Il nostro studio dentistico aderisce all’accordo che l’ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), insieme ad altre associazioni di categoria, ha siglato con il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali per OFFRIRE 5 PRESTAZIONI ODONTOIATRICHE A PREZZI CALMIERATI. Cosa... Leggi››
GNATOLOGIA

Gnatologia
La gnatologia è la scienza che studia l’apparato masticatorio, costituito da tre componenti fondamentali:
1. le articolazioni temporo-mandibolari;
2. il sistema neuro-muscolare;
3. l’apparato dento-parodontale.
I Disordini Cranio- Mandibolari rappresentano una serie di quadri clinici che interessano una o più componenti di questo sistema.
Il sintomo più frequente è il dolore in zona preauricolare o nella regione dei muscoli masticatori e del collo.
Altri sintomi che si repertano frequentemente sono i rumori articolari (scatti,schiocchi, sfregamenti o crepitii) ai quali si associa di solito una dinamica mandibolare alterata, che provoca limitazioni o asimmetrie dei movimenti, blocchi in apertura o in chiusura, indolenzimento a livello dei denti, acufeni, tinnitus, sensazione di ovattamento delle orecchie, vertigini, cefalea muscolo-tensiva.
La stretta correlazione tra tali quadri e le altre strutture muscolo-articolari della testa e del collo, nonché con l’assetto posturale dell’intero corpo fa si che, attualmente, si parli di Disordini Cranio- Cervico- Mandibolari (DCCM).
I DCCM riconoscono un’eziologia multifattoriale.
Tra i fattori predisponenti troviamo:
le alterazioni morfostrutturali,quali le discrepanze intra- e inter-arcata, le malformazioni scheletriche, la lassità ligamentosa costituzionale, le alterazioni posturali della testa;
i fattori psicologici, quali le caratteristiche emozionali o di personalità;
i fattori patofisiologici legati o alla presenza di disordini di natura sistemica oppure alla scarsa capacità di adattamento delle strutture dell’apparato stomatognatico ad un sovraccarico funzionale;
le parafunzioni, come il bruxismo (serramento e digrignamento)
I fattori scatenanti sono rappresentati dai traumi diretti o indiretti all’apparato stomatognatico e dal sovraccarico funzionale legato allo stress e ai fattori psicologici.
I fattori perpetuanti sono tutte quelle condizioni che sostengono e alimentano la malattia.
Nell’ambito dei DCCM è possibile distinguere quadri legati ad una patogenesi iper-parafunzionale, che produce un sovraccarico dell’apparato stomatognatico, da quadri secondari a processi morbosi organici quali connettiviti, poliartropatie, neoplasie,ecc
DIAGNOSI E TERAPIA
La diagnosi e la terapia dei DCCM richiedono un approccio multidisciplinare e si avvalgono dell’intervento di diversi specialisti (gnatologo, osteopata, fisiatra, otorinolaringoiatra, oculista, ortottista).
Il primo passo verso una diagnosi accurata è un’attenta visita che prevede la raccolta dell’anamnesi, e l’analisi di occlusione, funzione masticatoria, articolazione temporomandibolare, muscoli masticatori e muscoli cervicali.
Gli esami strumentali che possono essere utili sono: l’ecografia per la valutazione dei muscoli masticatori, l’ortopantomografia ed eventualmente la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica per la valutazione dell’articolazione temporo-mandibolare.
La terapia dei DCCM ha come scopi:
1. la scomparsa del dolore
2. il miglioramento della funzione mandibolare
3. il rallentamento della progressione della malattia
Essa consiste in:
terapia cognitivo comportamentale
terapia farmacologia (es. antiinfiammatori e miorilassanti)
bite e altre terapie occlusali
fisiokinesiterapia
chirurgia nei casi più gravi
Il Bite
Il bite è una placca in resina che consente di ridurre i sintomi e di stabilizzare il condilo nella posizione di riferimento prima di un eventuale terapia occlusale definitiva mediante protesi o ortodonzia.
In alcuni casi il bite può essere utile anche a limitare gli effetti negativi di alcune attività parafunzionali, come il bruxismo.